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domenica 22 giugno 2008

Parola

Ci siamo. Se fino a qualche mese fa, in campagna elettorale, i problemi più gravi dell'Italia erano "le famiglie che non arrivano alla fine del mese", "i rifiuti di Napoli" e "la sicurezza", ora le cose stanno cambiando. I veri problemi sono diventati i reati più recenti, quelli post 2002. Tra gli ante 2002, guarda caso, c'è anche una certa corruzione giudiziaria, 600mila dollari versati ad un certo avvocato, David Mills, già ideatore dell'architettura all'estero della tesoreria «parallela» della Fininvest nonché testimone pro Berlusconi in vari processi. Il Financial Times, che probabilmente si informa in televisione, dà ragione al premier perché i giudici in Italia sono politicizzati; chiaramente il Tg1 riprende subito l'articolo, per dare autorevolezza alle gesta del noto statista. Peccato che nessuno abbia finora raccontato nulla del processo, del come è nato, delle prove schiaccianti e non, della tesi dell'accusa e della difesa dell'imputato. Solo grandi sproloqui sulla necessità di "dare la priorità ai processi per i reati più gravi e più recenti", come se la gravità fosse direttamente proporzionale alla freschezza temporale.
Ma nel parlare di ciò, ho già dato. E' evidente che, ora che è passata questa ennesima vergogna, passerà anche il lodo-scudo-spaziale per le cinque alte cariche (specialmente la più bassa), dopo di che Berlusconi, alla fine del suo mandato, si farà eleggere al Quirinale e il processo Mills, e con lui tutti gli altri processi in cui è ancora imputato - incredibile ma vero, ce ne sono sempre di nuovi - andranno definitivamente a monte. Nel parlare dell'atteggiamento del Pd, ho già dato: le ultime memorabili avventure di Parisi, Franceschini, Fioroni e compagnia bella che anziché ascoltare i loro elettori continuano a scannarsi sono emblematiche. La Sinistra poi, dopo essere sparita dal Parlamento, è sparita anche dalla televisione, per motivi misteriosi ma nemmeno tanto. La Lega, famosa forza anti-casta, conferma ancora il suo predicare bene e razzolare maluccio (cosa diranno gli elettori della Lega del sostegno alle varie leggi salvapremier? sempre se lo verranno a sapere...). Ciò su cui vorrei invece sbilanciarmi, è una manciata di notizione prese a caso sui giornali degli ultimi giorni, notizione veramente imperdibili per l'opinione pubblica.
1 - Belen Rodriguez ha dichiarato che se il suo fidanzato Borriello gioca un quarto d'ora e segna, sarà pronta a spogliarsi. Un po' come se Selen dicesse "se piove a gennaio, faccio un film porno".
2 - Berlusconi chiede al vescovo di Tempio Pausania di cambiare le regole, in modo che anche i divorziati come lui possano tornare a fare la comunione. A parte che lui la comunione dopo il divorzio l'ha fatta eccome - ai funerali di Craxi - probabilmente si è accorto che l'unica cosa che gli manca, dopo aver salvato Rete4 ed essersi liberato dei suoi guai giudiziari, è proprio la comunione. Non si accontenta mai.
3 - Sempre Berlusconi, qualche giorno fa ha comprato dei coltelli telefonando al centralino di una televendita.
4 - 5 anni di carcere ad una femminista in Iran (si prepara la guerra?).
5 - Carla Bruni si sente francese e di sinistra.

lunedì 16 giugno 2008

Governo ombra, opposizione fantasma


Finalmente! Dopo circa due mesi di governo e un paio di emendamentini nascosti qua e là e poi ritirati - quello sul patteggiamento e quello per salvare Rete4 - finalmente il nostro premier esce allo scoperto e tira fuori, per mano dei due appositi soldatini Vizzini e Berselli, un bell'emendamento al decreto sicurezza che bloccherà il processo Mills, in cui Berlusconi è accusato di corruzione giudiziaria. Secondo il Capo, si tratta di "un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti", come se i reati più gravi fossero anche i più recenti, e bisogna approvarlo assolutamente perché il processo Mills è "l'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Da come ne parla, sembra quasi che sia sicuro di essere condannato.
Ma non è mica finita qui: oltre all'emendamento che blocca i processi, abbiamo anche il Lodo Schifani-bis, quello che bloccava i processi alle alte cariche dello Stato, già dichiarato incostituzionale dalla Suprema Corte e ora rispolverato in pompa magna. Qualcuno, dalla parte dell'opposizione, ha già ricordato al premier che quel lodo era incostituzionale, e che se proprio vuole ripresentarlo, dovrà farlo come legge costituzionale. Veltroni, caduto dal pero per l'occasione, si è detto "stupito" per le ultime mosse del governo (Rete4, intercettazioni, lodo ammazzaprocessi, deliri leghisti sull'Europa) ed ha addirittura minacciato di interrompere il dialogo. Casini si è detto invece dispiaciuto del fatto che ora, per colpa di questa piccola magagna del premier, non si potrà che "rompere quel clima di collaborazione istituzionale che si era ben avviato tra maggioranza e opposizione".
Che peccato. Io non so dove abbia vissuto il signor Veltroni negli anni dal 2001 al 2006, come non so se lo stesso sappia che le reti Mediaset sono di proprietà di Berlusconi e non di Confalonieri, come non so se sappia che "il principale esponente dello schieramento politico a noi avverso" è implicato in un paio di processi nei quali rischia di venire condannato durante il suo governo, fatto che renderebbe l'Italia ancora più ridicola di quanto non sia già. Ma so benissimo una cosa, e cioè che i suoi elettori, chi ha votato Pd come chi ha votato Italia dei Valori, sapevano chi è Berlusconi, e per questo non lo hanno votato. Ci si può scannare finchè si vuole sulle ragioni politiche o sociali di una sconfitta - anzi, di più sconfitte dato che la destra continua a vincere in tutte le amministrative - ma se Veltroni e i suoi non si rendono conto, come sta facendo invece Di Pietro, che Berlusconi pensa solo ai suoi interessi e che con lui non si può dialogare, non solo si getterà l'Italia definitivamente nel cesso, ma si manderà anche Bellachioma al Quirinale. E sui libri di storia. Opportunamente revisionati.